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Riconosciuto il diritto all’assistenza sanitaria completa per gli italiani all’estero

Aggiornamento: 4 gen

Per la prima volta riconosciuto il diritto all’assistenza sanitaria completa per gli italiani all’estero




Durante l’esame della Legge di Bilancio, l'On. Christian Di Sanzo, eletto in Nord e Centro America, ha presentato, insieme ai colleghi del Partito Democratico, un ordine del giorno per impegnare il governo a riconoscere la possibilità dell’iscrizione volontaria al servizio sanitario nazionale anche agli italiani all’estero residenti nei paesi non appartenenti all'Unione Europea o all'area EFTA. A oggi, chi risiede in questi paesi infatti ha diritto solo a 90 giorni per le sole prestazioni di emergenza, e solo in caso non sia in possesso di una assicurazione pubblica o privata.

"Si tratta di una misura di giustizia e umanità" - ha dichiarato il Deputato - "quello che ho chiesto col mio ordine del giorno è di dare accesso, anche agli italiani iscritti all'AIRE, all'iscrizione volontaria al servizio sanitario nazionale, tramite pagamento di un contributo di partecipazione proporzionale al reddito complessivo guadagnato. Questa misura è già esistente per molte categorie di cittadini non italiani che risiedono in Italia, ma non sono obbligati a iscriversi al servizio sanitario nazionale - si tratta quindi di espandere una misura già esistente anche ai cittadini iscritti all'AIRE". "L'ordine del giorno presentato è stato approvato quasi all'unanimità dalla Camera dei Deputati" - ha dichiarato l'On. Di Sanzo - "L'approvazione di questo ordine del giorno marca un giorno storico, è infatti, la prima volta, che, in linea di principio, viene riconosciuto dal Parlamento il diritto all’assistenza sanitaria agli italiani all'estero, e quindi la possibilità di vedersi assegnato un medico di base e di poter accedere alle cure specialistiche, tramite pagamento di un contributo di partecipazione."

"Non illudiamoci, però" - ci tiene a sottolineare il Deputato - "questa è solo una enunciazione di principio perché la strada per arrivare a una legge è ancora lunga, ma oggi, grazie alla mia iniziativa, si è compiuto un primo passo importante, perché dopo tanti anni di rivendicazioni, questo principio è stato finalmente riconosciuto. Spero quindi che l'approvazione di questo ordine del giorno possa spingere la mia proposta di legge in parlamento, la cui approvazione permetterebbe la copertura sanitaria completa anche agli Italiani iscritti all'AIRE, attraverso il pagamento di un contributo annuale".

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